Prospettiva del sistema pensioni in Italia

Il sistema pensionistico italiano evidenzia una crescita continua del numero dei pensionati a cui gli Enti Previdenziali devono erogare pensioni per un tempo sempre più lungo. Per questi motivi i Governi sono intervenuti con una conseguenza evidente: le pensioni future saranno inferiori rispetto a quelle erogate finora.
Questa grande differenza verrà avvertita da tutti i lavoratori ma, in modo particolare, da coloro che sono entrati nel mondo del lavoro dopo il 1° gennaio 1996, o che, a quella data, avevano meno di 18 anni di contributi versati. Costoro infatti avranno la pensione calcolata sui contributi versati in tutta la vita lavorativa (sistema contributivo) e non più sulla media delle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro (sistema retributivo).
Per i lavoratori dipendenti si stima che con il sistema di calcolo “contributivo” l’importo della pensione sarà tra il  40 ed il 50% dell’ultimo stipendio.

PERCHE’ GLI IMMIGRATI DEVONO FARSI UNA SECONDA PENSIONE?

I lavoratori immigrati saranno tra coloro che più risentiranno della situazione perché, oltre a quanto evidenziato in premessa,  spesso hanno una vita lavorativa e contributiva più precaria, tanto da rendere ancora peggiore la precedente previsione.
Ecco perché è importante investire in un “secondo pilastro” previdenziale per garantirsi una vecchiaia serena; non è obbligatorio farlo ma è conveniente e consigliabile, se vogliamo evitare il serio rischio che molti immigrati contribuiscano ad ingrossare le file dei futuri poveri.

COME REAGIRE A QUESTI SCENARI?

Aderire ad un Fondo Pensione complementare significa porre le basi per un futuro più sereno, ma anche ottenere importanti vantaggi già nel presente.

  • Contributo dell’azienda:  ogni lavoratore dipendente, aderendo al Fondo Pensione, ottiene il diritto ad un contributo a carico del proprio datore di lavoro. In media il tale importo corrisponde a circa 200 Euro annui, cifra che il lavoratore perderebbe non aderendo al Fondo Pensione.
  • Benefici fiscali: Gli importi versati dal lavoratore sono interamente deducibili fiscalmente: si tratta di uno sconto fiscale immediato sulle tasse pari all’aliquota marginale applicata (23%, 27%, 38%, 41% ecc.), oltre a quella regionale e comunale. Inoltre, grazie alla deducibilità dei contributi dalla busta paga, si possono ottenere importanti agevolazioni utilizzando l’ISEE,  ecc.
  • Tassazione finale agevolata: Quando sarà erogata la prestazione pensionistica complementare (capitale e/o rendita), verrà applicata una tassazione massima del 15% per i contributi versati dal 2007 in poi. Il lavoratore iscritto ad un Fondo Pensione, dunque, pagherà ALMENO UN 8% DI TASSAZIONE IN MENO rispetto a coloro che avranno lasciato il TFR in azienda. Tale tassazione, inoltre, potrà essere ridotta di uno 0,30% per ogni anno di iscrizione successivo al 15° fino al raggiungimento di un minimo del 9%.

Ai lavoratori stranieri, quando cesseranno il rapporto di lavoro in Italia e rientreranno in patria, è garantita la possibilità di riscattare integralmente il capitale maturato senza l’applicazione di alcun costo aggiuntivo come previsto dalla normativa di legge.
Di  Fondi Pensione Complementari ce ne sono diversi.
Vi proponiamo 2 Fondi ai quali, per le loro caratteristiche territoriali e settoriali, possono aderire la stragrande maggioranza dei lavoratori Veneti:

  • Fondo Pensione SOLIDARIETA’ VENETO cui possono aderire  i lavoratori di tutti i settori industriali ed artigianali con sede in Veneto e i soci e dipendenti di quasi tutte le cooperative della provincia di Treviso;
  • Fondo Pensione FON.TE cui possono aderire  i lavoratori del commercio, turismo e servizi.